Il convegno esamina l'attività del collezionista non tanto e solo come una pratica comune e diffusa, ma soprattutto come un'attività sociale e connaturata all'uomo. Prova ne sia che il collezionismo veniva praticato fin dall'antica Roma con il Triens Serviliorum, moneta di famiglia della Roma arcaica, per continuare con il collezionismo virtuale di Giovan Batista Marino, gli "orti sospesi" di Alessandro Acciaioli nelle Firenze di fine Cinquecento, il museo-laboratorio nella prima età moderna e via via fino all'età contemporanea con il collezionismo povero del dopoguerra e la museografia demologica italiana. Collezionare dunque appare un'attività tipica dell'uomo, quasi istintiva, che i secoli non cancellano, che si esprime ed è viva e testimoniata dalle opere d'arte.

L’identità negli oggetti quotidiani

Il tema sarà al centro di un convegno organizzato dalla Scuola superiore di studi umanistici dell'Università di Siena

 

  Monete, banconote, francobolli, cartoline, santini, giocattoli, bambole, libri antichi, stampe, locandine di cinema…Cosa hanno in comune questi oggetti? La caratteristica di essere materiale da collezionismo. Ma quali sono le ragioni che spingono gli uomini a collezionare oggetti? E il fenomeno del collezionismo è legato al mondo attuale o trova le sue radici nel passato? A queste e ad altre domande verrà data una risposta nel corso del convegno dal titolo “Il collezionismo come forma d’identità. Un fenomeno storico-antropologicoâ€

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